Simona Sottilaro premiata a Venezia con il Premio Canaletto

L’artista villese presente con la sua opera “WHY” alla mostra “Pro Biennale 2018”presentata da Vittorio Sgarbi, ha ricevuto presso la Scuola Grande di San Teodoro il Premio Canaletto

 

“Simona Sottilaro con WHY presenta all’attenzione dell’osservatore un particolare volto di donna dallo sguardo corrucciato. Gli occhi celesti e il vivido rossetto, le uniche note di colore, attraggono magneticamente il nostro sguardo, portandolo poi a focalizzarsi sulle forme. Il copricapo, i riccioli alla base del collo, i pieni e i vuoti, come quelli al centro della testa della donna, visibile solamente se ci si pone lateralmente. La figura femminile riporta in evidenza, con la sua espressione assorta, un punto interrogativo a cui sembra necessario prendere una posizione.”

Salvo Nugnes

Presidente di Spoleto Arte

 

Nata a Reggio Calabria, sulla sponda calabrese dello Stretto di Messina, l’8 Giugno del 1973, Simona Sottilaro vive a Cannitello, piccolo borgo marinaro della provincia ed è agente di viaggi.

Pur avendo seguito un percorso di studi tutt’altro che artistico, ha da sempre subìto il fascino dell’arte, in particolar modo della scultura, passione, quest’ultima, che l’ha portata, nel 2013 a iscriversi alla “Libera Accademia” di Reggio Calabria dove, sotto la guida del Maestro Paolo Raffa, ha iniziato la sua strada da giovane scultrice.

Simona cerca di trasferire all’interno delle sue opere tutta la bellezza e l’unicità del tratto di mare che tanto ama, nelle cui profondità affonda le sue visioni e dalle cui correnti trae tutta la sua forza espressiva.

La ricerca che l’artista calabrese mette in campo, la conduce a scandagliare i meandri più reconditi della sua personalità, e di quella umana più in generale, aprendole spesso orizzonti sconosciuti che, in quanto tali, la inducono e la stimolano ad interrogarsi sulle ragioni dell’Io. Non è un caso che il materiale da lei scelto sia l’argilla: il plasmare la materia grezza, il poter dare forma e tridimensionalità ai suoi pensieri attraverso i quattro elementi della natura assume, per l’autrice, una funzione catartica.

E’ nella “costruzione” del peso della materia che si realizza il dinamismo psicologico delle opere di Simona Sottilaro: la massa possiede il messaggio, lo lascia intravedere e non lo trattiene, dando vita così alla forza espressiva di una ricerca di pensiero che essa stessa si fa materia.

Nel suo giovane percorso artistico, in perenne divenire, Simona Sottilaro sta trovando, oggi, un suo personalissimo stile, che le sta consentendo di acquisire, lavoro dopo lavoro, una certa padronanza nell’uso dei codici visivi.

Codici e linguaggi che l’artista canalizza nelle sue opere in una armonia di forme e patine cromatiche; queste ultime, che accompagnano tutti suoi lavori, rappresentano, secondo la visione di Simona, lo schermo su cui proiettare il dialogo tra l’occhio vigile e critico dello spettatore e ciò che l’opera vuole comunicare.